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I Billionaires e il mercato globale dell’arte

Scopriamo perché i billionaire spendono somme a otto zeri per preziose opere d’arte. Ad inizio novembre, il tassista divenuto miliardario Liu Yiqian ha speso ben 170 milioni di dollari per un nudo di Amedeo Modigliani all’asta

Scopriamo perché i billionaire spendono somme a otto zeri per preziose opere d’arte.

Ad inizio novembre, il tassista divenuto miliardario Liu Yiqian ha speso ben 170 milioni di dollari per un nudo di Amedeo Modigliani all’asta di Christie’s a New York. Il “Nu Couché” dell’artista italiano è stato venduto per 152 milioni di dollari al netto delle tasse, seconda opera più costosa venduta all’asta, oltre il valore stimato di circa 100 milioni di dollari. Secondo il New York Times, questo capolavoro del 1917-1918 è ora la decima opera d’arte ad aver spuntato un prezzo a otto zeri all’asta.

Liu, 51 anni, è cresciuto in una famiglia working-class a Shanghai e ha abbandonato la scuola a 16 anni per aiutare la madre a vendere borse di pelle, per poi guidare un taxi. Ha costruito la sua fortuna investendo nel trading azionario, immobiliare e farmaceutico, e ora ha un patrimonio di 1,6 miliardi di dollari.

Tra i più brillanti collezionisti d’arte della Cina, Liu è stato al centro di un caso mediatico quando si è aggiudicato una tazza di porcellana Ming da 36,3 milioni di dollari ad un’asta Sotheby’s – ed è stato poi fotografato mentre vi beveva il tè. Ma il clamoroso acquisto del “Nu Couché” di Modigliani potrebbe rappresentare un punto di svolta per il discusso miliardario?

“In generale, vediamo un trend di collezionisti d’arte cinesi che iniziano a diversificare la loro collezione,” commenta Kejia Wu, professore nel programma dell’Art Business Master al Sotheby’s Institute of Art. “In passato, gli acquirenti cinesi spendevano gran parte del loro patrimonio destinato al collezionismo per pezzi d’antiquariato cinesi, inclusi opere d’arte e dipinti.” Per esempio, ha ricordato Wu, Liu è stato sotto i riflettori dei media per aver acquistato per 45 milioni di dollari un antico thangka tibetano su seta lo scorso novembre. La vendita dell’opera ricamata tibetana che risale a 600 anni fa è stata un record per un pezzo d’arte cinese venduto ad un’asta internazionale. Nella foto in basso, Liu e la moglie, Wang Wei, mostrano delle riproduzioni del thangka:

Chinese tycoon Liu Yiqian (L) and his wife Wang Wei hold framed pictures reproducing a 600-year-old Tibetan embroidered artwork called thangka at Christie's auction house in Hong Kong on March 12, 2015. The ancient Tibetan silk tapestry has broke a world auction record for Chinese art in Hong Kong after it was by bought by Liu for 348 million Hong Kong dollars (45 million USD). AFP PHOTO / Philippe Lopez (Photo credit should read PHILIPPE LOPEZ/AFP/Getty Images)

Photo by Philippe Lopez/Getty Images

“Ora che Liu ha collezionato un Modigliani, stiamo assistendo ad un trend di acquirenti cinesi che rivolgono la loro attenzione alla più alta arte occidentale,” ha commentato Wu.

Liu e la moglie sono i fondatori del Long Museum di Shanghai, con due sedi a Pudong e West Bund. “Ha un museo privato a Shanghai, quindi è comprensibile che voglia affiancare alle antichità cinesi anche capolavori occidentali per ambire ad una reputazione più internazionale,” ha aggiunto Wu.  

Liu ha annunciato il suo obiettivo di trasformare il Long Museum in una destinazione di fama mondiale: “Ora che un museo cinese ospita un capolavoro riconosciuto a livello mondiale, i miei connazionali non dovranno più lasciare il paese per ammirare un’opera occidentale,” ha spiegato al New York Times. “E’ una cosa che mi rende molto orgoglioso.”

Un altro segnale dell’interesse degli UHNW cinesi per l’arte è la volatilità dell’economia cinese, secondo Wu. “E’ una combinazione di diversi elementi psicologici,” ha affermato. “I collezionisti d’arte devono amare quello che acquistano, e vogliono essere certi che il suo valore possa essere preservato nel tempo. E’ un altro modo per investire i loro patrimoni, oltre al mercato azionario ed immobiliare.”

Nel caso delle opere di Modigliani, vediamo una domanda elevata a fronte di un’offerta molto bassa, poiché l’artista è morto alla prematura età di 35 anni ed ha quindi prodotto un numero limitato di opere durante la sua vita. La sua serie di nudi femminili è particolarmente apprezzata, e “altri nudi di Modigliani sono esposti nei maggiori musei, come il Guggenheim, il MOMA e il Met,” spiega Wu. “Ecco perché se si considera questo lavoro in prospettiva, si tratta di un dipinto estremamente raro e prezioso.”

Ecco alcuni bilionnaire che hanno fatto acquisti clamorosi nel mondo dell’arte:

L’ex primo ministro del Qatar Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani è stato ricollegato all’acquisto delle “Donne di Algeri” (versione “O”) di Picasso, che è stato venduto per 179,4 milioni di dollari da Christie’s a maggio 2015, diventando così l’opera più costosa mai venduta in un’asta. Il misterioso acquirente non è ancora stato ufficialmente identificato. Al Thani ha acquistato il dipinto astratto “White Center (Yellow, Pink and Lavender on Rose)” di Mark Rothko per 72,8 milioni di dollari ad un’asta di Sotheby’s a Maggio 2007.

Il finanziere newyorkese Leon Black ha speso 119,9 milioni di euro per “L’urlo” di Edvard Munch del 1895 da Sotheby’s nel Maggio 2012. Munch, norvegese, ha dipinto quattro versioni de “L’urlo” tra il 1893 e il 1910, ma il pezzo acquistato da Black è l’unico non esposto al museo di Oslo e il primo ad essere battuto all’asta. Secondo il Wall Street Journal, la vasta collezione di Black comprende disegni di Vincent van Gogh e Raphael, acquarelli di J.M.W. Turner, dipinti cubisti di Pablo Picasso e antichi bronzi cinesi.

Elaine Wynn, ex moglie del magnate miliardario dei casinò Stephen A. Wynn, ha acquistato per 142,4 milioni di dollari da Christie’s nel novembre 2014 il trittico di Francis Bacon “Tre studi di Lucian Freud”. I coniugi, che hanno divorziato nel 2010, sono appassionati collezionisti e hanno aperto gallerie d’arte in alcuni loro casinò, dove espongono opere di Edgar Degas, van Gogh e Henri Matisse. La punta di diamante della collezione dei Wynn era l’olio di Picasso “Il sogno” (“Le Rêve”, che ha dato il nome ad uno dei loro casinò), che a marzo 2014 Stephen Wynn ha ceduto al miliardario degli hedge fund Steven A. Cohen per 155 milioni di dollari.

 Joyce Chen, Editor, Wealth-X

Credits: WEALTH-X www.wealthx.com

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