Maisìa, il concetto assoluto di Donna nella fragranza di Gabriella Chieffo

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Collezione ‘16 si apre con Maisìa, una fragranza che racconta la storia di una donna sensuale e volitiva, tacciata di demoniaca bellezza e accusata di stregoneria in virtù della profonda conoscenza della natura e dei suoi rimedi. Spesso era questo il destino riservato alle donne che conoscevano il potere curativo delle erbe: il sospetto infamante di usare tale potere per “affatturare” i cuori. Il fatale binomio di bellezza e sapienza diventava così un peccato da espiare con la morte al rogo.

Maisìa è la formula usata per scongiurare il male, è il grido di scherno che la folla lancia contro questa donna che non cede alle intimidazioni e che resta fedele a se stessa fino alla fine, consapevole della sua innocenza e di aver consegnato il proprio cuore ad un solo uomo, lo stesso che la guarda morire, impotente e passivo. E’ questo il momento culminante rappresentato dal visual, quando con il suo estremo sacrificio Maisìa perde la vita, ma riscatta i suoi principi che, intatti, perdureranno come un monito.

La fragranza si apre con le note verdi delle foglie di fico e quelle esperidate del bergamotto e del limone, quasi a suggellare quel legame viscerale che la protagonista ha con la natura, e subito si riscalda con le “note di fuoco” speziate e piccanti che di Maisìa determinano il temperamento.

Nel cuore, la presenza imponente del fico, frutto sensuale e ricco di significati anche mistici, si lega alle note di testa, presentandosi in equilibrio tra il “verde” ed il “polposo” e viene subito enfatizzato dal voluttuoso effetto “touch” dato dal narciso e dalla ginestra, grazie ai quali sembra di sentire la pelle vellutata della protagonista.

A chiudere la piramide olfattiva intervengono il legno affumicato di guaiaco, il sandalo, l’ambra nera e una nota cenere, a rappresentare l’ultimo atto della storia narrata. Maisìa è una fragranza fresca e calda insieme, pulita e lineare e appone il suo significato narrativo a saldare il legame con le precedenti collezioni, delle quali conserva la firma olfattiva e il tipico dry down.

Per presentare in anteprima assoluta Maisìa, la fragranza che apre Collezione ‘16, Gabriella Chieffo è partita da approfonditi studi ingegneristici condotti sul tema del “light and shadow”. L’idea era quella di perpetuare il binomio che da sempre lega il brand all’arte dando vita ad un’installazione unica, in grado di dare forma all’immateriale.

Quella presentata ad Exsence 2016 è, pertanto, una scultura di luci ed ombre nella quale è l’assenza di materia a prendere forma ed è proprio questa assenza ad affermare con forza la sua presenza. Il vuoto diventa, quindi, un pieno di senso e dà origine ad una narrazione artistica senza precedenti. A fare da cornice a questa incredibile scultura di ombre e luci è un paesaggio urbano estremizzato, che di fatto attualizza e rende atemporale la storia di Maisìa, donna di ieri, di oggi e di domani, che assurge a simbolo delle figure femminili di tutti i tempi.

Gabriella Chieffo presenta così la sua nuova fragranza: “Con Collezione ‘16 ho voluto celebrare un concetto assoluto di Donna, l’incarnazione estrema di una femminilità che si esplicita in scelte di coraggio e di audacia. Una Donna che rifugge dal ruolo di pedina del Destino e si fa lei stessa destino di sé, sfidando convenzioni e scelte di comodo per assumere il peso ingombrante di decisioni complicate e sentimenti devastanti.

Una Donna impastata di vita e d’amore, intrisa di Luce e di Ombre che in un dicotomico alternarsi ne raccontano la sfaccettata complessità.

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Perché la Donna di Collezione ’16 è una Donna difficile, una Donna che fa paura perché basta a se stessa e che anche nel momento della resa vince comunque, allorché i suoi principi le sopravvivono. E’ una donna che compensa le altrui debolezze e che, con il suo coraggio, nobilita la viltà di cui spesso si ammantano uomini irrisolti.

La femminilità violata è un dramma tragicamente rappresentato su scene senza tempo né luogo, che non conosce distinzione di razza, religione o appartenenza. Per questo la Donna che ho voluto raccontare con le mie nuove fragranze si fa arma da taglio dell’oscurità e porta avanti un doloroso processo di lacerazione delle tenebre, diventando un’ombra assordante, un grido che afferma con forza il suo esistere e che non può essere ignorato.

E’ il grido delle donne che un tempo venivano bruciate vive, è il grido delle donne tuttora arse al rogo del pregiudizio, di quelle sterminate tra le mura di casa, quello lacerante delle donne che in alcuni luoghi vengono ancora sottoposte a pubbliche esecuzioni sotto lo sguardo ipocrita e inerme del mondo. E’ il grido di ombre che fanno rumore, il grido di ombre che fanno luce”.

 

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