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Ralph Hall: La Liberazione degli Animali

C’era una volta un mondo dove l’uomo viveva in armonia con la natura, in equilibrio con tutte le specie del nostro pianeta”: queste le parole dell’artista italo francese Ralph Hall, che appaiono come l’incipit di

C’era una volta un mondo dove l’uomo viveva in armonia con la natura, in equilibrio con tutte le specie del nostro pianeta”: queste le parole dell’artista italo francese Ralph Hall, che appaiono come l’incipit di una racconto fiabesco dallo scontato “ vissero tutti felici e contenti”, in un mondo che rispetta la per­fezione della natura. Ma la sua Arte fatta di sculture in ceramica e performance, egocentriche e bizzarre solo in apparen­za, mostra la crudele verità, puntando il dito contro chi ha storpiato quell’ede­nico “c’era una volta”: l’uomo.

Ralph Hall Excellence Magazine

Nato a Verona da padre italiano e madre francese, Hall vive e lavora spostandosi continuamente tra la sua città natale e Nizza, esibendosi in numerose mostre, sia collettive che personali. Ralph Hall entra nel mondo dell’arte da autodidatta: indomito sperimentatore, guidato dalla convinzione ferma, che un risultato artistico è perfetto solo dopo anni di studio e indagine. Testardamente accanito a portare avanti la sua lotta con­tro il maltrattamento degli animali perpe­trato dall’uomo.

P05

Le sculture sono di una terrificante bel­lezza. Hall sceglie la ceramica per le sue sculture, perché materiale vivo e antico, post-moderniz­zato dal suo io interiore, at­traverso una tecnica par­ticolare: cotta in forni speciali per ottenere il “biscotto”, è sot­toposta poi al pro­cesso di floccatura, che fa aderire alla scultura delle fi­bre dai colori diversi (i co­siddetti flock) grazie ai quali le sculture vengono rivestite da una superficie vellu­tata di cui si percepiscono la morbidezza ed il calore, come se fosse il manto di un vero animale.

Elephant-Ralph-Hall

L’anima della ceramica si tinge del dolore che prova un anima­le maltrattato, fatta dell’immedesimazio­ne dell’artista, resa ancora più reale dalle sue perfomance.

Dog-Ralph-Hal

In “Tooth Brush” ed in “The Last Video” (nel 2012), sino al recen­te “Last 2.0” (performance realizzata alla 56.Biennale di Venezia, ad Art Basel 2015 ed al Freeze di Londra), Hall si imperso­nificava totalmente nell’animale tenuto in prigionia, indossando gabbie cala­te sul capo, contorcendosi per vivere ed esprimere l’impotenza di fuggire da uno spazio angusto: l’unico modo che l’uomo ha per cessare di pugnalare sé stesso o un innocente coniglio, è l’Arte, che porta alla riflessione e al risveglio di quel pri­mordiale, ma essenziale, istinto di essere parte della natura, e dunque animale do­tato di anima.

Vincenzo Chetta

info@excellencemagazine.luxury

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