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Com’è giusto che sia

Marina Di Guardo (in copertina con le figlie Francesca, Valentina e Chiara Ferragni) è giunta alla pubblicazione del suo quinto libro, il thriller noir ‘Come è giusto che sia’, ma è nota anche per essere

Marina Di Guardo (in copertina con le figlie Francesca, Valentina e Chiara Ferragni) è giunta alla pubblicazione del suo quinto libro, il thriller noir ‘Come è giusto che sia’, ma è nota anche per essere la madre di Chiara Ferragni, l’influencer di moda più importante al mondo secondo Forbes. La raggiungiamo al telefono mentre si trova nella sua casa di Cremona e ci concede una lunga chiacchierata.
Quando è nata la sua passione per la scrittura?
E’ una passione che mi accompagna sin da quando ero ragazzina, l’ho sempre coltivata in modo privato scrivendo poesie, racconti, riflessioni. Da eterna insicura, non ci ho mai creduto fino in fondo. Quando le mie figlie sono cresciute ho avuto la possibilità di applicarmi alla scrittura con più metodicità.
Ci racconti la trama del suo ultimo libro ‘Come è giusto che sia’.
La protagonista del romanzo in età infantile vive un trauma devastante: trova la madre in una pozza di sangue, massacrata dal compagno. Diventata adulta, non riuscendo a dimenticare l’aggressione, diventa una sorta di paladina di donne violate, decidendo di vendicarle.
La famiglia ha un ruolo cruciale nella vita di ognuno. Quanto pensa di essere stata importante per la realizzazione delle sue figlie? Io credo che ogni bambino nasca con dei talenti dentro sé, i genitori devono riuscire a capirli e assecondarli. Ho sempre cercato di aiutare le mie ragazze a credere nei loro sogni, ho dato fiducia senza porre limiti ad aspirazioni e traguardi.
Sua figlia Chiara sì è inventata un lavoro e ha iniziato molto giovane, lei non era preoccupata?
No, quando Chiara ha aperto il suo blog nel 2009, aveva già ventidue anni. Ho osservato da lontano, le ho dato fiducia spronandola a dare il meglio di se stessa.
Cosa invece hanno insegnato le sue figlie a lei?
Che niente è impossibile. Ho ricevuto grande incoraggiamento, entusiasmo, appoggio. Mi hanno restituito la fiducia in me stessa, quella che la mia famiglia d’origine non aveva saputo infondermi.
Quando ha scritto questo libro è riuscita a tenere uno distacco emotivo dalla storia?
Quando scrivo è come se facessi una terapia psicanalitica, a volte mi sento svuotata, a volte triste, a volte euforica. Questo libro è stato molto impegnativo per il personaggio che dovevo raccontare. Sono diventata Dalia, ho pensato, sofferto, gioito insieme a lei. Spesso è stato davvero difficile.
Lei è fatalista o crede che ognuno possa costruirsi una sua storia?
Credo che l’impegno e la dedizione che poniamo nel cercare di raggiungere i nostri obiettivi siano importanti. Tuttavia, è innegabile che la sorte giochi una parte decisiva.
Quindi lei era destinata a diventare scrittrice?
Penso di sì, era il sogno che avevo da bambina. Sono felice di averlo realizzato.
Qualche indiscrezione sul prossimo romanzo?
Sarà un thriller dalle tinte forti, ricco di mistero e, come tutti i miei libri, rispondente al motto: nulla è come appare. Spero di affrontare questa prova nel migliore dei modi. Come al solito, ai miei lettori l’ardua sentenza.

by Alessia Maderi

info@excellencemagazine.luxury

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