Anna Venturini Fendi: la lady eclettica del fashion italiano

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Excellence Magazine incontra Anna Venturini Fendi per conoscere il suo progetto contemporaneo dopo tanti anni dedicati alla moda, alla creazione delle collezioni Fendi, il grande marchio italiano oggi di proprietà LVMH.

Quando ha creato il marchio AVF, Anna Venturini Fendi? Con quale filosofia?
Dopo aver venduto l’azienda di famiglia al gruppo LVMH e aver lasciato completamente il mio posto a mia figlia Silvia, ho deciso di iniziare un nuovo percorso di lavoro e di dedicarmi alla mia grande passione per l’ospitalità e l’interior design. Per me è stato come rinascere, ripartire e confrontarmi con una nuova realtà. Non nascondo che l’impresa non sia stata facile, ma l’entusiasmo e la passione mi hanno aiutato ad andare avanti e mi hanno permesso di creare AFV. Un marchio che ha come filosofia e missione principali quelle di promuovere il bello e il made in Italy nel mondo. Gli interni di Villa Laetitia, la mia selezione di vini, la collezione dell’Arte della Tavola e non ultima la barca, GT370 Invictus, sono tutti esempi del mio modo di concepire il bello, di creare cose che possano dare piacere e gioia.

Da dove nasce il suo eclettismo? Quali sono le sue fonti d’ispirazione?
Fin da bambina mi è sempre piaciuto creare. Tra le cinque sorelle, ero io quella che inventava i giochi e coinvolgeva le altre. Ho continuato a fare lo stesso nella vita come nel lavoro. Se una cosa mi entusiasma mi ci dedico anima e corpo. Mi piace spaziare, confrontarmi con nuove sfide e conoscere. Ho avuto la fortuna di nascere a Roma, una città che è ed ha tutto. Ogni angolo mi ha ispirato. Sono un’amante e una collezionista d’arte. I più grandi maestri mi hanno insegnato l’importanza del rigore, della linea, del colore. Ho avuto la fortuna di lavorare molto per il cinema con premi Oscar, come il grande costumista Piero Tosi, e grandi registi, apprendendo l’importanza del dettaglio. Sono un’entusiasta e credo di poter affermare che la mia più grande fonte d’ispirazione è la vita stessa. Ho una famiglia bellissima, faccio il lavoro che ho sempre sognato e amato e sono circondata dal bello, cosa dovrei volere di più?

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Come sta cambiando il mondo del lusso?
Il mondo del lusso cambia con le abitudini, le esigenze e dobbiamo anticipare le tendenze del mercato. Il lusso però deve mantenere un denominatore comune, per me insindacabile. Il lusso deve essere l’esaltazione del bello, non l’ostentazione della ricchezza fine a se stessa. Coco Chanel diceva: Amo il lusso. Ma il lusso non sta nella ricchezza e nella ricercatezza, bensì nell’assenza di volgarità. Volgarità è la parola più brutta della nostra lingua e io mi do da fare per combatterla. Credo che le sue parole esprimano alla perfezione il mio pensiero.

Qual è il suo lusso più privato?
Ci sono vari tipi di lusso, come il lusso dello spazio, dell’accoglienza, della benevolenza. C’è il lusso dell’umiltà, che è un sentimento molto aristocratico. C’è il lusso di saper trovare nel lavoro, nella vita, nel divertimento, nell’amicizia, quella ricchezza che può provare solo chi ha tolleranza e misericordia. Questo è ciò che per me è lusso.

Cosa pensa della moda contemporanea?
Si sa che la moda è lo specchio dei tempi che attraversiamo e forse per questo è anche un po’ bizzarra. Penso che i giovani stiano cambiando il loro stile di vita e vadano sempre più verso l’amore per la vita all’aria aperta, per la campagna, per la natura in generale e sempre più in difesa dell’ambiente. Questo sarà il nuovo lusso, tutto ciò farà sì che le linee, i colori, i tessuti si adegueranno a questo nuovo trend. Al momento adoro indossare linee sì di tendenza,  ma più ispirate alla moda maschile e do sempre molta importanza ai dettagli e agli accessori.

Interior design, complementi d’arredo, hotellerie, art de la table, accessori, vini. La sua creatività non ha limiti, qual è il suo più recente progetto?
La mia creatività non si ferma mai. È il mio ossigeno. Se si fermasse, morirei. Ho appena concluso un progetto molto bello, realizzato insieme ad un giovane designer di grande talento, Christian Grande. Ci siamo conosciuti per caso a Villa Laetitia a Roma, il mio boutique hotel, e sono rimasta molto colpita dai suoi disegni. Una settimana dopo eravamo già all’opera. Christian mi ha chiesto di disegnare gli interni di una barca, premiata per il design esterno con il Best of Boat a Berlino alla fine del 2017. E’ stata un’esperienza bella, intensa e molto divertente. L’abbiamo appena presentata e ha avuto una reazione da parte della stampa e della clientela davvero inaspettata. Per arredare questa barca sono partita dal concetto di viaggio e mi sono ispirata ai vecchi bauli di pergamena e di pelle di bulgaro. Seguendo una linea cromatica ben definita e proponendo materiali un po’ insoliti nel mondo dello yachting, ho cercato di arredare questo piccolo gioiello del mare in maniera unica e con forte personalità. Ho sempre adorato le barche di queste dimensioni, perché mi danno il senso dell’intimità, dell’avventura e della misura. Con Christian Grande abbiamo cercato di studiare ogni singolo dettaglio e di creare un qualcosa di bello e molto funzionale.

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