La porcellana: oro bianco sulle tavole dei VIP e delle case reali

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La porcellana è un’arte preziosa e contemporanea, più che mai apprezzata come prestigiosa eredità del passato oggi è espressione di un luxury life style ed anche una forma d’ investimento. Proprio lo scorso giugno, a Parigi, Sotheby’s ha battuto all’ asta un raro pezzo di porcellana risalente all’epoca dell’Imperatore Qianlon per 16 milioni di euro.

La storia della porcellana in Europa, risale all’inizio del ‘700, quando re Augusto di Sassonia detto il Forte, incaricò un suo alchimista di ricreare l’oro. I suoi esperimenti fallirono ma gli consentirono di ottenere un particolare tipo di grès da cui ricavò la prima porcellana, da lì in poi chiamata ‘oro bianco’. Nel 1710 nacque così Meissen, Maison e la casa dell’arte della porcellana. Le sue creazioni artistiche sono presenti oggi in tutte le gallerie internazionali e sulle tavole delle royal family e dei vip. I soggetti sono più diversi uno di questi il fiore di viburno, protagonista della teiera regalata nel 1739 da Augusto di Sassonia alla consorte Maria Giuseppina e ancora oggi protagonista di una collezione. Il tablewear Meissen è molto amato anche dal gotha della moda: Miuccia Prada predilige il dragone rosso Valentino vuole sulle sue tavole sublimi cigni bianchi e piatti floreali bianco e blu, non mancano tra gli appassionati Giorgio Armani e l’architetto di Dior e Louis Vuitton Peter Marino.

Durante l’ultimo Salone del Mobile di Milano, kermesse che celebra il design in ogni sua espressione, ha visto tra le mostre più interessanti ‘L’arte di essere fragile’ che si è tenuta a Museo Poldi Pezzoli dove oltre al settecentesco “Swan Service”, composto da più di 2200 pezzi modellati in rilievo con un paio di cigni che nuotano tra le canne, si sono potuti apprezzare anche pezzi più recenti come quelli dell’americana Chris Antemann, con le sue moderne e spesso erotiche interpretazioni delle figurine del Settecento con cene suntuose, pic nic e giardini fioriti scelti come sfondo per scenette amorose. A Milano l’artista ha esposto alcune opere dalla sua Antemann Dreams Collection, come la statuetta “Little Maid“.

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Il mondo della moda però non solo apprezza la porcellana, ma nel caso di Richard Ginori, ne è parte integrante e mente creativa. Lo stilista prodigio di Gucci, Alessandro Michele, e il suo team, dal 2013 sono alla direzione artistica della manifattura Fiorentina fondata nel 1739 a Doccia dal marchese Carlo Andrea Ginori, che, ispirato dalla passione per l’oro bianco, avvia una fabbrica di porcellana destinata a diventare un’icona di stile in tutto il mondo. Michele ha creato una serie di vasellame con i motivi della maison: la stampa floreale Herbarium, i motivi geometrici chevron, uno straordinario rosa a tinta unita e il disegno di un occhio. Animali del Gucci Garden – api, farfalle e teste di gallo – sono riprodotti in 3D su porcellana e applicati su teiere e coperchi. Inoltre, coleotteri e api in rilievo sostengono i bastoncini dei piccoli porta incenso. Oggi come allora, la tradizione della maison fiorentina è sempre la stessa: trasformare la porcellana in pura bellezza, Richard Ginori è espressione d’eccellenza in Italia e nel mondo nell’alta manifattura artistica della porcellana sin da quando, agli inizi del ‘900, fu affidata alla direzione artistica di Giò Ponti e quando negli anni ’80 si rinnovò affidandosi all’esperienza dei più grandi designer italiani: da Franco Albini a Franca Helg, da Achille Castiglioni a Gianfranco Frattini per citarne alcuni.

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