Alexander McQueen: Il Genio della Moda 

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Alexander McQueen – Il genio della moda è il docufilm che racconta la vita, la carriera, il talento e le ossessioni del visionario designer britannico, nato a Londra nel 1969 e morto suicida a 41 anni, che ha rivoluzionato con la sua arte il modo di concepire le sfilate, trasformandole in veri e propri spettacoli teatrali.

Lee, com’era conosciuto da ragazzo, era il più giovane di sei tra fratelli e sorelle: una famiglia ingleseworking class (il padre faceva il taxista), come tante altre nell’East London. Nulla, a quel tempo, faceva presagire che quel ragazzo goffo e timido sarebbe diventato uno degli stilisti più importanti al mondo.

A soli 16 anni, McQueen abbandonò gli studi per lavorare a Savile Row, il famoso quartiere dell’alta sartoria londinese, con i sarti Gieves & Hawkes e i costumisti Berman & Nathans. A 20 anni si trasferì a Milano, dove collaborò con Romeo Gigli. Nel ’92, a 23 anni, rientrò a Londra per studiare alla Saint Martin’s School of Art grazie al sostegno economico della sorella. Nel ’96, a soli 27 anni, fu nominato direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano.

La direzione creativa di Givenchy divenne così lo scotto da pagare per avere i fondi necessari a fare sfilare la sua maison, Alexander McQueen, la sua vera creatura. Ma a Parigi le regole erano ferree: McQueen resistette fino al 2001, anno in cui abbandonò la maison francese definendola troppo costrittiva.

Vendette così il 51% del suo marchio al gruppo Gucci, che gestiva anche Givenchy, incassando 50 milioni di dollari. Una cifra enorme che lo cambiò: basti pensare che, prima di questo momento, aveva investito tutti i suoi averi nelle sue spettacolari e tormentate sfilate, realizzando ben 14 collezioni ogni anno.

Il biopic dedicato a questo straordinario stilista sarà nelle sale italiane dal 10 al 13 marzo.  Un mosaico composto dalle interviste a McQueen e ai suoi familiari (la sorella e il nipote stilista), agli amici più intimi e ai collaboratori, dai fotogrammi dei suoi spettacolari defilé, dai materiali d’archivio, dalle riprese nei backstage, e dai momenti privati, accompagnati da musiche esclusive commissionate da McQueen in persona.

Il film, girato dal regista Ian Bonhote, co-diretto e sceneggiato da Peter Ettedgui, traccia il ritratto di un visionario talento della moda, tanto geniale quanto ossessionato dai ricordi di un’infanzia interrotta da una brutale violenza: McQueen, già famoso direttore creativo di Givenchy, rivelò in un’intervista di “avere subito abusi, da bambino, da suo cognato e di averlo visto picchiare con violenza sua sorella”.

Una tragedia che segnerà per sempre la sua vita e la sua arte, come ammette anche la sorella in un’intervista. Un dramma che contribuirà alle visioni insanguinate che permeano la sua moda e le sue sfilate trasgressive e scioccanti, che darà inizio alla depressione che lo porterà al gesto estremo di togliersi la vita e che si riflette nel soprannome datogli dalla stampa, “l’hooligan della moda”.

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