The Fearless Keira Knightley

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Gli occhi da cerbiatta di Keira Knightley sono esattamente quelli che abbiamo imparato a conoscere sul grande schermo, color cioccolato fondente; quando poi racconta come ha avuto inizio la sua carriera, questi si accendono ancor di più: “Ho desiderato diventare attrice fin da bambina.

Per me la recitazione non è solo un lavoro, è una vera e propria vocazione, e al tempo stesso è anche una terapia”, racconta mentre sprofonda sul divano. Sorride, e continua: “E’ come se mi costringesse a studiare la mia personalità per adattarla ad ogni ruolo. Recitare mi ha aiutato a superare la timidezza, in più, ogni ruolo che interpreto mi regala sempre qualcosa di prezioso”, confida ad Excellence Magazine con divertito stupore.

“Per me i personaggi non sono altro che persone sconosciute con cui fare amicizia, e più sono distanti da me, più mi intrigano”, spiega, “come Colette, la disinvolta scrittrice e attrice francese che non ha mai avuto il timore di far sentire la sua voce fuori dal coro. Ecco, amo interpretare donne coraggiose, anticonformiste, ossia ruoli emotivamente impegnativi”. Le chiedo se ne ha uno in particolare nel cuore. I suoi occhi si illuminano nuovamente, poi abbassa lo sguardo come se stesse per confessare un segreto: “Sì, è quello della crittologa in The Imitation Game, al fianco di Benedict Cumberbatch. Ma ad essere sincera sono affezionata a tutti i ruoli che ho interpretato… l’unica eccezione è la saga de I Pirati dei Caraibi: a quel ruolo non sono semplicemente legata, lo amo immensamente”. Resta in silenzio, aspetta che le chieda il motivo. “Da ragazzina soffrivo di dislessia e i film d’avventura sono stati fondamentali per sconfiggerla. Ricordo che tornavo a casa, la sera, dopo aver visto fantastiche avventure sullo schermo, e mi divertivo a reinterpretare qualche ruolo recitando ad alta voce. Ed ha funzionato!”.

Cambiamo argomento. Le chiedo se a casa, con suo marito (James Righton, tastierista e co–vocalist della band Klaxson), discute delle parti che le offrono. Risponde di getto con la foga di chi ribadisce l’ovvio: “Certo! Proprio in occasione del ruolo che interpreto ne La Conseguenza – una donna fredda e complicata che, dopo la morte del figlio, arriva quasi a perdere il contatto con la realtà – ci siamo confrontati molto. Ascoltare il suo punto di vista mi permette di vedere il personaggio da un’altra prospettiva. Vuoi sapere dove diamo il meglio come coppia? Nella gestione familiare. Già, se io sono impegnata sul lavoro, lui si prende cura di nostra figlia Edie, e quando è lui a partire per lavoro, tocca a me fare da madre e da padre”.
La osservo un’ultima volta prima di salutarci. Il viso luminoso mi spinge a chiederle il suo segreto di bellezza. “Bere molta acqua. E poi cerco di truccarmi poco, almeno di giorno, mentre di sera punto sugli occhi abbondando con il mascara per renderli magnetici”. Colgo la palla al balzo e come una boutade esclamo: credevo che ti truccassi come la Fata Confetto! Lei ride di gusto e risponde: “La Fata Confetto è un agglomerato di zucchero rosa, se mai uscissi agghindata come lei, verrei sicuramente rinchiusa!”.

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