OSMOSI una collettiva di arte contemporanea

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Intervista a Alessia Locatelli, curatrice della mostra collettiva di arte contemporanea OSMOSI che inaugura a City Art il 12 settembre 2019.

Alessia Locatelli ha vinto una open call internazionale per la giuria del Premi Miquel Casablancas, cui ha partecipato grazie ad una residenza curatoriale sostenuta nel maggio 2019 dal Sant Andreu Contemporani, realtà culturale con un focus nelle arti visive del contemporaneo connessa al Comune di Barcellona.

NowHere or in the middle of ocean. Juan David Galindo.2018

Locatelli ha curato i lavori di 4 artisti catalani Under35: Juan David Galindo, Francisco Navarrete Sitja, Eduardo Ruiz e Anna Irina Russel

The water is as the body, the body is as the riverweed, the riverweed is as the journey Francisco Navarrete Sitja

Alessia ci racconti il tuo tuo percorso curatoriale?

Il mio Percorso Curatoriale inizia in seguito agli studi di storia dell’arte e di un master del Fondo Sociale Europeo in: ”Comunicazione ed organizzazione degli eventi visivi” presso l’Accademia di Brera di Milano. In seguito collaboro con Denis Curti nell’organizzazione e ideazione di alcune mostre e festival, tra cui  il SiFestdi Savignano ed il premio giovani fotografi della Canon. Lavoro, nel frattempo, con alcune realtà del lusso nell’ambito della comunicazione organizzazione eventi e fiere. La svolta arriva con l’attività di critica e curatela indipendente  – con un Focus in fotografia – e la possibilità di iniziare un percorso che portasse avanti da un lato una cultura contemporanea della visione e dall’altro che cercasse di sostenere autori di valore – giovani e non – anche attraverso progetti indipendenti.

Come vedi oggi il mercato dell’arte in Italia e in particolare a Milano?

Per il contemporaneo oggi è un momento molto difficile. Se da un lato la fotografia è assolutamente un bene di valore su cui investire da proporre ai collezionisti,dall’altro vi è poca capacità di incontrarsi e fare rete, ma soprattutto di poter formare nuovi interessati al collezionismo di qualità. C’è tutta una fascia di giovani imprenditori e appassionati di arte che bisognerebbe intercettare e portare verso il collezionismo contemporaneo e fotografico. L’investimento su giovani autori e in fotografia si assesta su cifre abbordabili per gli appassionati. In questa direzione si creerebbe un nuovo collezionismo che potrebbe vedere il suo investimento salire nel tempo senza aver rischiato grandi cifre. Milano resta comunque una delle città più attive, anche se in ambito contemporaneo non ha il primato in Italia.

 

 Ci dai un tuo commento sulla coincidenza tra i Gallery Weekend di Milano e Barcellona?

Credo che questo evento sia da salutare con grande entusiasmo!  Anzitutto perché finalmente crea una possibilità di intercomunicazione al di fuori della nazione, con un respiro europeo che è quello che tutti vorremmo dall’Unione Europea. Secondariamente perchè permette agli autori di avere una visibilità incrociata. In questo caso la mostra “Osmosi” che ho curato con il supporto del comune di Barcellona – nella realtà del Sant Andreu Contemporani – e con l’Istituto per la diffusione della lingua e della cultura catalana Ramon Llull sembra essere l’occasione perfetta per aderire concettualmente e concretamente a questa bella iniziativa. La mostra parlerà inoltre di un tema condiviso da tutti che è quello del rapporto uomo/natura. Credo da sempre nell’interconnessione e nella rete di scambi tra realtà culturali e Gallery Weekend può assolutamente diventare per le gallerie, per i curatori e gli artisti un interessante e proficuo punto di riferimento.

MGW, quali opportunità possono nascere da eventi di questo tipo e quali possono essere gli strumenti che le istituzioni pubbliche possono mettere in campo per sostenere questo tipo di iniziative?

Credo che l’istituzione pubblica debba dare molta attenzione a questo genere di iniziative, soprattutto nel momento in cui manca totalmente di budget per sostenere in altro modo la cultura visiva contemporanea. I patrocini possono essere già un buon aiuto per sostenere la promozione delle iniziative. Inoltre vorrei davvero che le istituzioni pubbliche capissero l’importanza del contemporaneo e di come questo sia strumento utile al senso critico del cittadino nonché alla sua capacità di rielaborare il momento presente.

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Emanuela Zini
Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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