La medicina rigenerativa è il futuro

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Incontriamo a Londra la dottoressa Rosa Santa Cruz, medico italiano trasferitosi nella capitale inglese nel 2013 per svolgere la sua attività professionale.

Nata a Cagliari, padre professore universitario, madre giornalista free-lance, un fratello, Emanuele, maresciallo dei Carabinieri a Milano e una sorella, Valeria, istruttrice federale di equitazione ed allevatrice di cavalli a Cagliari.

Due lauree, una in Scienze Naturali a Cagliari con PhD in Scienze Medico-Forensi all’Università Cattolica di Roma (master in genetica forense), l’altra in Medicina con Specializzazione in Chirurgia Generale, entrambe a Cagliari con vari master all’estero tra Spagna (Università di Granada), USA (Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA) e Londra.

Rosa Santa Cruz

Il suo lavoro e il suo principale interesse professionale riguardano le nuove frontiere in medicina e chirurgia, le nuove tecnologie e  le tecniche mini-invasive, non chirurgiche e non invasive nel trattamento delle patologie croniche non maligne e dell’invecchiamento.

Cosa significa oggi occuparsi di medicina rigenerativa?

La medicina rigenerativa è l’ultima frontiera della medicina moderna che ora è agli albori, ma che rappresenta senz’altro la medicina del futuro.

Il concetto della medicina rigenerativa è quello della cura delle patologie croniche non-maligne attraverso l’autorigenerazione ed i sistemi autoriparativi endogeni che vengono attivati tramite l’utilizzo di metodiche non invasive con campi magnetici a bassa densità oppure mini-invasive tramite iniezioni localizzate od infusioni sistemiche di emoderivati, cellule staminali e/o corrispettivi derivati, i quali vengono prima estratti dal paziente tramite un semplice prelievo si sangue o di materiale adiposo, poi processati e reiniettati in diverse parti dell’organismo (dal cuoio capelluto per il rinfoltimento capillare e contrastare la caduta dei capelli nelle prime fasi dell’alopecia, al ringiovanimento della cute in medicina estetica, fino al trattamento delle disfunzioni erettili nell’uomo e varie patologie di interesse ortopedico o a livello sistemico per il trattamento della maggior parte delle malattie croniche e degenerative (dalla Sclerosi multipla, Morbo di Alzheimer, dolore cronico, fino alla riabilitazione post-traumatica e cosí via).

Oltre all’elevato valore terapeutico uno dei grossi vantaggi della medicina rigenerativa è la quasi totale assenza totale di rischi ed effetti collaterali (che in genere sono più legati alla tecnica che non alla terapia in sé).

Quale ruolo ha nella prevenzione?

Il ruolo nella prevenzione cosí come nella patologia tumorale maligna è ancora in fase di studio e molte delle stesse terapie attualmente disponibili sono ancora in fase sperimentale.

Medicina estetica, quale valore si attribuisce oggi alla “giovinezza?

Con i moderni sistemi di informazione, la divulgazione del progresso scientifico e le tecnologie disponibili sono sempre più a portata del grande pubblico che è diventato sempre più consapevole ed esigente. L’età media è notevolmente e progressivamente aumentata e sebbene le persone siano più consapevoli degli effetti negativi di comportamenti a rischio come il fumo, una dieta sbilanciata o l’uso di sostanze stupefacenti, questi sono tuttavia ancora largamente presenti soprattutto nei paesi industrializzati.

Quali sono gli ambiti nei quali operi?

Lavoro fondamentalmente in ambito privato in centro a Londra, prevalentemente nella rinomata Harley Street, sede principale della mia clinica, ma anche nei quartieri di Chelsea e Covent Garden dove utilizzo la medicina rigenerativa sia per la terapia di patologie non maligne croniche, acute e subacute, sia in ambito di ricerca scientifica, che per la medicina estetica avanzata, in particolare per il ringiovanimento del volto e della cute in generale, ma anche altre metodiche innovative come per esempio l’elettroterapia per la cura delle emorroidi che è attualmente l’unica metodica non invasiva per la cura delle stesse e rappresenta un’ottima alternativa alla chirurgia, e non ultime le tecniche di medicina estetica tradizionali con l’uso avanzato di tossina botulinica tanto nella riduzione delle rughe del volto e del collo, cosí come nella terapia dell’iperidrosi ascellare e palmo plantare, e cosí via, fino agli iniettabili a base di acido ialuronico per il rimodellamento e ringiovanimento di viso, collo, decollettage, mani, cosí come di altre parti del corpo.

Quali scelte ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Tante, e a fronte di immensi sacrifici. In primis, la mancanza specie nel sud Italia, di prospettive di adeguata crescita professionale, nonché l’obsoleto sistema scolastico dal quale volevo esimere mio figlio, che vive con me a Londra.

A seguire i fondi per la ricerca di alto livello e l’innovazione scientifica che in Italia sono molto limitati, poi scuole di specializzazione chirurgiche che non sono professionalizzanti, e quindi, salvo qualche rara eccezione, per imparare il mestiere si deve per forza andare all’estero.

Per giunta vivere in Sardegna implica anche tutti gli svantaggi legati all’insularità, così con il passare del tempo mi è diventata sempre più stretta.

Quale futuro e quali scenari per l’applicazione delle nuove metodologie di cura?

Cosí come le nuove frontiere della medicina prevedono l’uso sempre più limitato di farmaci di origine sintetica dell’attuale medicina tradizionale a favore di metodiche di derivazione biologica con meno rischi ed effetti collaterali cosí la chirurgia si sta sempre più evolvendo verso l’utilizzo di tecniche micro o mini invasive con tempi di recupero più brevi.

Rosa Santa Cruz

Rosa, quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Raramente faccio programmi a lungo termine, ma nel medio e breve termine vorrei continuare ad approfondire le mie conoscenze in maniera olistica in campo medico chirurgico ed estetico cosi come dedicarmi un po’ di più alla divulgazione scientifica delle stesse.

Info: dr.rosasantacruz@gmail.com

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Emanuela Zini
Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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