A Miracle in a Chandelier

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Si tramanda di padre in figlio l’arte del vetro artistico, così come è accaduto a Fabio Fornasier, artigiano, artista e imprenditore riconosciuto nel mondo per il suo talento.

Nella laguna di Venezia, c’è la piccola isola di Murano dove, intorno al VI secolo d.C., è nata l’arte del vetro. Qui i maestri vetrai tramandano i segreti del loro mestiere che unisce tecnica artigiana e creatività. Oggi, i maestosi chandelier di Murano si stagliano nei saloni dei più bei palazzi di privati e istituzioni nel mondo.

Fabio Fornasier, seguendo le orme del padre Luigi, è diventato maestro vetraio giovanissimo, da allora non ha mai smesso di cercare nuove forme, colori e finiture originali per i suoi lavori fino a distinguersi per uno stile molto personale che dialoga con il design e l’arte. Oggi, i suoi chandelier sono esposti in quattro musei nel mondo.

Quando ha scoperto la sua passione per il vetro?

Quando sono entrato nella fornace di mio padre, ho subito capito che quello era il mio mondo. La mia sfida è stata quella di riuscire coniugare creatività e originalità moderne con un metodo antico. Mi piace essere esecutore e artista, coniugare il progetto al saper fare, dai lampadari artistici, realizzati da mio padre, molto decorati con fiori, foglie e tanti dettagli sono andato verso opere più essenziali. Mi ha aiutato il mio amico Richard Meitner, artista americano e docente in Portogallo.

Pur ammirando la tecnica muranese è stato lui a suggerirmi di intraprendere la strada di una semplificazione estetica. Da quel momento ho iniziato la mia sperimentazione concentrandomi sui lampadari che potessero illuminare senza energia elettrica. Lo chandelier che mi ha dato più soddisfazione è quello che ho poi creato per sostituire anche l’illuminazione a candela. E’ così che sono nati i miei lampadari LUMurano che sono poi diventati una collezione.

Qual è la richiesta più particolare che ha ricevuto?

Certamente l’enorme polipo realizzato per lo yacht di un armatore americano: una vera sfida da progettare sia per l’altezza ridotta degli ambienti che per il calcolo delle vibrazioni durante la navigazione e in caso di mare mosso. Ho dovuto prevedere dei test e diverse fasi di sperimentazione prima di finire l’opera.

E i suoi nuovi progetti?

Il lampadario che ho appena realizzato, in due diverse dimensioni, per una mostra personale che realizzerò, dal 7 settembre al 15 di ottobre, presso il caffè Florian, a Venezia. In realtà sono due installazioni artistiche, due opere concettuali composte da bicchieri schiacciati e messi sotto vuoto. Due opere di denuncia per comunicare che l’arte del vetro è destinata a morire, e quindi a essere messa sottovuoto, se non si potranno recuperare nuove generazioni di artigiani e tutta la manovalanza che sta scomparendo.  Ho voluto un’opera artistica per tornare a donare valore e nobiltà all’arte del vetro, troppo spesso svilita nella produzione di souvenir per i turisti.

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Emanuela Zini
Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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