Venice Fashion Week: UK-Italy: Lessons in Sustainable Fashion

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L’Hotel Ca’ Sagredo di Venezia ha ospitato lo scorso 23 ottobre “UK-Italy: Lessons in Sustainable Fashion” il secondo capitolo della conferenza dedicata alla moda sostenibile.

Organizzata dalla sede italiana del Department for International Trade (DIT) del Regno Unito, che sostiene le esportazioni e promuove gli investimenti e le importazioni, la giornata interamente dedicata alla sostenibilità, si è inserita nel calendario ufficiale della Venice Fashion Week, un evento dedicato alla sostenibilità, all’alto artigianato, ai designer di nuova generazione italiani e internazionali, tutti protagonisti dell’importante approccio slow al mondo della moda.

I più importanti palazzi e luoghi dell’arte hanno fatto da cornice ai sei giorni di eventi organizzati per portare alla luce l’importanza della salvaguardia nei confronti dell’ambiente che ci circonda.

Venice Fashion Week

La seconda conferenza sul tema – la prima è stata organizzata a Firenze lo scorso gennaio durante Pitti Uomo – si è quindi inserita perfettamente nel programma affrontando l’importante tema della formazione della prossima generazione di stilisti e l’educazione verso i consumatori di oggi, ma soprattutto del futuro.

Sono felice che Regno Unito e Italia abbiano raggiunto un accordo di partenariato per la presidenza della Cop26, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima prevista per la fine del 2020. Il nostro intento è rafforzare la già grande collaborazione tra le industrie della moda britannica e italiana per garantire il rispetto dell’ambiente

ha dichiarato l’Ambasciatore britannico in Italia Jill Morris salutando e aprendo la conferenza.

Marina Spadafora, pioniera italiana del movimento Fashion Revolution ha moderato la conversation sull’approccio didattico al tema della sostenibilità fra Jose’ Teunissen, Rettore della School of Fashion Design presso il London College of Fashion UAL e Elda Danese, docente di Tecnologie del Tessuto e Design della Moda presso l’Università Iuav di Venezia.

Venice Fashion Week

Oltre la parte teorica, è stato interessante capire come le conoscenze e gli approcci siano possibili nella praticità: sono stati infatti Tiziano Guardini, vincitore come best emerging designer nel 2017 del Green Carpet Fashion Award, designer di spicco nel panorama italiano della moda e Patrick McDowell, giovanissimo creativo britannico diplomatosi alla Central Saint Martins impegnato fortemente sul tema, i creativi scelti per raccontare il mondo della sostenibilità dalla parte degli stilisti di nuova generazione.

In linea con l’impegno del governo per una clean growth istituzioni, aziende e stilisti britannici stanno portando avanti campagne e iniziative per ridurre l’impatto sull’ambiente di tutte le tappe del processo di produzione e distribuzione del prodotto moda

racconta Marina Iremonger, Responsabile del settore Moda presso il Department for International Trade Italia e promotrice sin dal 2011 di una moda responsabile ed etica, con la collettiva The Green Closet durante la settimana della moda milanese.

A quei tempi visitare la sezione Estethica della London Fashion Exhibition mi aveva grandemente ispirata e incoraggiata a creare qualcosa di simile in Italia. Nell’ultima edizione di settembre il salone londinese è stato interamente dedicato alla Positive Fashion, declinata nelle tre sezioni sostenibilità, artigianato e diversità. Quando ho saputo che anche per la Venice Fashion Week queste sono le tre principali aree tematiche ho deciso di farne parte con la nostra conferenza

Menzione speciale per l’importante iniziativa che si realizzerà grazie alla collaborazione fra DIT e il Tavolo della Moda-CNA Veneto nel 2020. I due creativi sono stati scelti da alcune delle più importanti aziende storiche di Venezia per creare capi e accessori esclusivi che vadano a coniugare il design contemporaneo e l’alto artigianato: un esempio chiaro e concreto dell’approccio slow della moda necessario oggi.

Tiziano Guardini realizzerà una capsule collection con le stoffe dell’Antica Tessitura Bevilacqua e Patrick McDowell insieme a Orsoni Venezia 1888, creerà una linea di accessori con le tessere di mosaico prodotte dall’antica fornace.

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