Milano Gallery Weekend: incontriamo Anna d’Ambrosio di AMY d ARTE SPAZIO

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Anna ci racconti come nasce il progetto di AMY d Arte Spazio?

Operiamo dal 2010 grazie alla piattaforma economART creiamo progetti interdisciplinari di arte contemporanea scienza, design ed economia. La galleria con i suoi 330 mq e 60 di giardino, è ubicata in maniera strategica nel Brera District, a due passi dall’Accademia di Brera e da gallerie quali Repetto Kaufmann, Cardi gallery, Galleria Milano.

Da Titoli (Arte tra finanza e mercato) del febbraio 2010, a Game Over #2 solo show dell’artista polacca Maria Wasilewska, la galleria di ricerca milanese polarizza la sua sperimentazione su smart materials  prediligendo il nanotech perché: “il reale é l’invisibile”.

Dal 2013  inizia la sperimentazione artistica del grafene (1 atomo di carbonio di grafite) e aerogel materiale delle meraviglie, culminata nella realizzazione di “Peso Piuma” di Mattia Novello, (primo lavoro al mondo in aerogel di grafene) presentato nel progetto pilota “The Transparent dream” del maggio 2014.

Grazie a partnership con Politecnico di MI, Unisa di Sa, Tor Vergata , I.I.T di Ge e Festival Della Scienza di Ge, la galleria investe in nuove tecnologie e nuovi materiali green ed ecosostenibili come le bioplastiche ricavate da scarti di umido, cementi nanotech della Caparol o le pitture termiche che preservano l’opera in vista dell’innalzamento delle temperature.

Grazie a sponsorizzazioni tecniche, la galleria mira a ripristinare quel rapporto magico e funzionale tra impresa e realizzazione artistica ecco perché la selezione punta su artisti sperimentatori giovani e versatili (nuovi artigiani tecnologici) perché saranno loro i traghettatori della nuova Arte contemporanea che si pone come un faro, tra diverse discipline.

Alessio Barchitta

La realizzazione di scultura, pittura, disegno, fotografia, ologramma o realtà aumentata (Amy d Arte Spazio le tratta tutte) ruota sempre sulla sperimentazione e l’utilizzo di materiali di nuova generazione perché mira a un’arte più consapevole in dialogo con le altre discipline e tematiche dei nostri tempi. La progettualità molto marcata della galleria é palese  sia nei solo show che nelle mostre a più mani e vede la partecipazione di artisti internazionali del calibro di Daesung Lee, Sasha Meret, Duvier Del Dago, Alexander Brodsky, Maria Wasilewska, Lorena Pedemonte Tarodo, MIrko Nikolic, August Muth

Quali sono oggi gli strumenti usati per avvicinare il proprio pubblico?

Il nostro pubblico è eterogeneo ed estremamente esigente . Dagli esordi, abbiamo sempre usato i video professionali  con l’utilizzo di droni ( memoria del progetto )pubblicati su youtube e sul sito della galleria, un ufficio stampa valido,,buona comunicazione sui social e su piattaforme di vendita online, curatele pubbliche, cataloghi e/o pieghevoli, festival, concorsi, premi, fiere.

Quale autore trattato negli anni è stato più apprezzato dal pubblico?

Dipende dai generi: per la fotografia l’artista sud coreano Daesung Lee (vincitore di 2 Sony Yorld Photography) per le tematiche ambientali e la sua progettualità poetica. Daesung è stato l’artefice di diverse mostre, fiere e Festival della Scienza a Genova.

Per scultura ed installazione Mattia Novello, che agli esordi operava sono il Italia ma che adesso fa fiere soprattutto negli Usa.

Sasha Meret  che vive e lavora a New York per le sue sculture – armature elmi – utilizzate e presentate anche durante sfilate di moda.

Per la pittura, incisione e anche scultura l’italo-cilena Lorena Pedemonte Tarodo magica per le sue realizzazioni ad encausto.

Poi ci sono tutti gli emergenti come Valentina Colella, Marco De Santi e Alessio Barchitta che curo e seguo attentamente e di cui mi auguro parlarne a breve.

Come vede oggi il mercato dell’arte in Italia e in particolare a Milano?

Il mercato dell’Arte in Italia è in affanno da parecchi anni; è lo scotto che paga per una cattiva politica sia fiscale che di comunicazione .La piattaforma della galleria è economART ( arte ed economia ) perché l’economia è linfa vitale e l’Arte è un bene incommensurabile  e come tale andrebbe trattato. La crisi è a monte e riveste tutti gli elementi del sistema ormai obsoleto. Andrebbero reinventati i ruoli: quello del gallerista (che ormai o è solo mercante o non sa essere interlocutore) quello dell’artista (ormai troppo ibrido, perché incapace di rappresentarsi -eccetto poche eccezioni- e paranoico nei confronti dei suoi interlocutori) quello del curatore, che ormai cura se stesso, la propria immagine (star) e il proprio portafogli, quello dello storico dell’Arte, validissimo ma ormai latitante se non per l’Arte istituzionale, quello delle Case d’Asta, agguerrite e quasi sostitutive della galleria che giocano al ribasso. Su tutto questo, c’è il collezionista, figura molto sfaccettata e non ben definita, che, dice, preferisce comprare all’estero e/o in Fiere estere.

Attualmente a Milano l’offerta artistica è abbondante e molto varia; moltissimi gli opening, pochi i veri progetti perché manca la competenza interdisciplinare essenziale per attirare l’attenzione anche dei non addetti ai lavori. L’alleanza tra gallerie o un accordo su qualche artista non esiste perché non sappiamo fare squadra. Esistono però dei cartelli che celano realtà e intenti poco leciti. Fiere come Miart, Mia Photo Fair, la Design Week sono buoni riferimenti con ottime potenzialità.

kick me interno

Milano Gallery Weekend, quali opportunità possono nascere da eventi di questo tipo e con quale iniziativa aderisce 

L’opportuntà è quella di creare rete e di una migliore connessione; noi  seguiamo e supportiamo iniziative del genere  che mirano anche a una migliore conoscenza delle varie proposte espositive con la specificità che dovrebbe contrassegnare le gallerie ,per una migliore fruizione dell’arte.

Alessio Barchitta

Nelle passate edizioni, abbiamo sempre aderito con AMACI alla Giornata del Contemporaneo e da quest’anno con Milano Gallery Weekend nelle giornate dell’11-12-13 ottobre presentiamo il nuovo progetto economART – Fluid like concrete Tough like sand – solo show di Alessio Barchitta con testo critico di Arianna Baldoni e introduzione di Anna d’Ambrosio.

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Emanuela Zini
Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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