Art Basel Miami Beach

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Art Basel Miami Beach

Nella prima settimana di dicembre 2019 si è tenuta la diciottesima edizione di Art Basel Miami Beach. Nel 2002, Miami è stata infatti la prima città a unirsi al progetto di espansione globale della Basel Art Fair, che festeggerà il suo cinquantunesimo anno a Basilea, in Svizzera, a giugno 2020. Ciò che rende Miami unica al mondo è la calorosa accoglienza che riserva a tutti i suoi visitatori, con l’allegria e la vitalità dell’atmosfera multiculturale che la caratterizza.

Come dichiarato dal sindaco di Miami Beach in occasione della prima edizione di Art Basel, si è trattato fin da subito di una collaborazione semplicemente perfetta. Un po’ come a dire: “Gli svizzeri sono molto organizzati e sempre in orario, i cittadini di Miami disordinati e costantemente in ritardo. Ma gli svizzeri rischiano di risultare un po’ noiosi, mentre a Miami sappiamo come divertirci!”. Tutto il resto è storia. Storia dell’arte.

Per chi si avvicina all’evento per la prima volta, Art Basel può essere considerata la madre di tutte le fiere d’arte contemporanea al mondo. A Miami, l’evento si svolge al Miami Beach Convention Center, che negli ultimi 18 anni si è ingrandito tanto da spingere la città di Miami Beach a predisporne l’ampliamento e la ristrutturazione in chiave contemporanea, con una nuova facciata di grande rilievo architettonico e interni di ultima generazione, presentati ad Art Basel 2018.

La Miami Art Week

Quando si parla di Art Basel a Miami, si intende in realtà la prima settimana di dicembre, ormai nota come Art Week. Un trionfo annuale di ispirazioni creative in ogni angolo di Miami Beach e Miami: spazi pubblici, location private, musei, hotel, negozi, bar, nightclub e interi quartieri (il Wynwood Art District, il Miami Design District e il Faena District) celebrano l’arte sulla scia di Art Basel. In entrambe le città, una miriade di fiere satellite (più di 20 nel 2019) animano la cosiddetta Miami Art Week.

Nel corso degli anni, Art Basel è divenuta un vero e proprio brand globale, ormai simbolo della più alta manifestazione di arte contemporanea nel mondo. In inglese, sono persino stati coniati il verbo “to basel”, ovvero partecipare agli eventi di Art Basel, e il sostantivo “Baseler”, a indicare i partecipanti stessi. Si tratta di una settimana intensa, una vera e propria pioggia di stimoli per tutti i sensi, tutte le etnie e tutte le età. Anche troppo intensa, a certi ritmi. Quest’anno, la rock star che ha ideato il ben noto logo dei Rolling Stones ha addirittura concluso la settimana in ospedale a causa di un lieve malore. Nonostante l’evento non si proponga altro se non di ispirare “attacchi d’arte”,  è bene che anche i viaggiatori e i festaioli più navigati si godano un po’ di meritato riposo in città alla fine della manifestazione, per liberare corpo e mente dall’ondata travolgente della Miami Art Week.

Alcune location offrono oasi di relax con trattamenti degni di una spa, ma sono ben pochi i visitatori disposti a interrompere le attività. Diversi ristoranti pop-up sponsorizzati presenti all’interno delle fiere hanno così permesso a collezionisti e partecipanti di ristorarsi senza distrazioni. Bollicine no stop dall’alba al tramonto (e dal tramonto all’alba) hanno sostenuto e rinfrancato molti energici visitatori. Non per niente, Ruinart è official brand di Art Basel, mentre Perrier Jouet fa gli onori di casa a Design Miami.

Art Basel Miami Beach in pillole

Ma torniamo all’arte, perché è proprio l’arte, dall’arrivo di Art Basel nel 2002, ad aver fatto di Miami un’irrinunciabile meta culturale mondiale.  Nel 2019, Art Basel Miami Beach ha ospitato 269 prestigiose gallerie da 35 paesi, opere dall’arte moderna del primo 1900 ai giorni nostri realizzate da più di 4.000 artisti internazionali e collezionisti di oltre 70 paesi, per un totale di 81.000 visitatori. Se si contano poi anche i partecipanti alle feste, le cifre salgono vertiginosamente. Hotel e taxi al completo per l’intera settimana!

Design Miami Fendi presents Roman Molds by Keung Caputo Courtesy of James Harris

Tra le controverse vicende politiche che agitano l’America e il resto del mondo, con tanto di riforme fiscali, la Florida esercita grande attrattiva per chi ha grandi disponibilità economiche. Non c’è meta migliore di Miami nemmeno per chi invece desidera soltanto evadere dalla quotidianità. Per molti, l’Art Week è semplicemente un pretesto per una vacanza. E l’arte e le feste di certo non guastano.

Art Basel Miami Beach: la sezione Meridians

Nel 2019, Art Basel ha inaugurato Meridians, una nuova sezione dedicate alle opere d’arte monumentali. La novità ha riscosso subito enorme successo, con diversi pezzi venduti la notte stessa della presentazione. Curata da Magali Arriola, direttrice del Museo Tamayo, Meridians è stata esposta nella grande sala da ballo del Miami Beach Convention Center. La mostra comprendeva 34 sculture, dipinti, installazioni, film e video, oltre a esibizioni dal vivo. Tra le opera in mostra più apprezzate figura Cocktail Party di Tom Friedman: ospiti-manichini a grandezza naturale con vite molto diverse, tutti riuniti alla stessa festa. Un’installazione originale e divertente, da visitare e osservare da ogni angolo.

E questa sarebbe arte?

La sala principale di Art Basel ha ospitato un ricco assortimento di opere in mostra, alcune dai toni politici, altre nostalgiche, altre ancora piene di colore, infine alcune che facevano proprio pensare: “E questa sarebbe arte?”. Un WC di bronzo in vendita, per esempio. Ma la più chiacchierata, tanto da divenire virale, è stata Comedian di Maurizio Cattelan, esposta allo stand della galleria Emmanuel Perrotin.  Una vera banana incollata al muro da nastro adesivo, in vendita per 120.000 dollari, acquistata e poi divenuta lo spuntino di un “artista affamato”, con sommo disappunto del gallerista. Tutti si sono subito adeguati al trend: il giorno dopo, ad Art Miami era già spuntata una mela verde appesa al muro di un altro stand, e un’altra ragazza ancora portava una banana in testa, data in pasto all’acquirente per almeno 100.000 dollari.

Vendite alle stelle

Art Basel ha registrato vendite consistenti, con collezionisti disposti a spendere sul posto cifre a sei o sette zeri, senza nemmeno attendere il parere dei loro consulenti. Una delle vendite più riuscite è stata Sing Sang Zero di Georg Baselitz, della galleria Thaddeus Ropac: una scultura con due sagome in bronzo effetto roccia, acquistata il primo giorno per 3,5 milioni di euro. Due giorni dopo, un’altra opera di Baselitz, questa volta un dipinto, è stata venduta per 1 milione di euro.

Art Basel: 3 città connesse tutto il giorno, tutto l’anno

Anche dopo la chiusura di Art Basel Miami Beach la domenica, al termine dell’Art Week, le relazioni tra e con i collezionisti proseguono online e nelle altre città sede di Art Basel, impegnate nel dare risalto al panorama artistico locale. Buenos Aires, che ha inaugurato la propria edizione nel 2018, ha partecipato nel 2019 alla fiera di Miami con opere d’arte e piatti tradizionali di asado argentino a Collins Park. Nel 2013 si è aggiunta al calendario annuale di Art Basel anche Hong Kong, dove la fiera si svolgerà dal 19 al 21 marzo 2020. Seguirà l’edizione originale a Basilea, in Svizzera, dal 18 al 21 giugno 2020. Quest’anno, Art Basel presenterà un’installazione che unirà i tre eventi di Basilea, Hong Kong e Miami. Art Basel è ormai divenuta una vera e propria piattaforma, che offre assistenza concreta e virtuale ai patron non soltanto in loco alle fiere, ma ogni giorno durante tutto l’anno.

Design Miami

L’Art Week non dorme mai, e i visitatori nemmeno. Dopo aver girato l’evento principale in lungo e in largo, è giunto il momento di visitare la fiera gemella, Design Miami, situata proprio di fronte al Miami Beach Convention, giusto dall’altro lato della strada. Design Miami, giunta alla quindicesima edizione nel 2019, propone mostre di arredamento, illuminazione e oggetti d’arte del XX e del XXI secolo, ed è divenuta un vero e proprio punto di riferimento internazionale nel mondo del design. Nel 2019, il tema scelto dai curatori è stato Elements: Water, al centro di molte delle collaborazioni con i brand e delle mostre satellite. Nel padiglione di Design Miami si è svolto inoltre il Design Forum, con convegni e laboratori di spicco. Design Miami si trasferirà ora a Basilea, dove sarà allestita a giugno 2020 per l’edizione locale di Art Basel.

Design Miami Exterior Courtesy of James Harris

Vip in vista

Impossibile non incappare in qualche VIP nel corso dell’Art Week. C’erano celebrità ovunque: Lenny Kravitz, Rosario Dawson, Tommy Hilfiger e Sean Penn hanno partecipato a una festa privata firmata Dom Perignon a casa dell’albergatore Alan Faena, mentre le sorelle Kardashian hanno presenziato alla sfilata di Dior al nuovo Rubell Museum insieme a Ricky Martin, Bella Hadid e David Beckham. Paris Hilton ha visitato il nuovo palazzo Diesel a Wynwood e persino Lourdes, la figlia di Madonna, ha preso parte a un’opera dai toni “orgiastici” in scena all’Art Week.

Come muoversi all’Art Week

Torniamo all’arte e al ricco calendario proposto dall’Art Week di Miami. Quasi tutti i neovisitatori di Miami Beach Basel consultano il sito internet della manifestazione, convincendosi così che tutto cominci di giovedì, giorno dell’apertura ufficiale al pubblico al Miami Beach Convention Center.  A questo punto, in realtà, i collezionisti più importanti hanno concluso gli acquisti e sono già ripartiti a bordo dei loro jet privati.  Il vero inizio dell’Art Week avviene infatti il lunedì, con un’inaugurazione non ufficiale al Faena Festival, nel Faena District di Miami Beach. L’evento, nel 2019 a tema The Last Supper (l’ultima cena), coinvolge diversi quartieri e ruota attorno al Faena Hotel, location imprescindibile per farsi notare e non perdersi nulla della manifestazione. Il Faena Forum, progettato da Rem Koolhaus, è stato teatro di diversi eventi e conferenze, mentre il Faena Bazaar si è unito all’Art Week con originali negozi pop-up. Il Faena District ha inoltre visto l’inaugurazione del celebre bar lounge Gitano, originario di Tulum, in Messico, e aperto al Casa Faena in occasione dell’Art Week: fiumi di tequila e cocktail con tanto di guacamole fatta in casa, tacos gourmet e altre prelibatezza messicane. L’immensa palla stroboscopica simbolo del Gitano illuminava tutto il piano superiore, mentre una seconda palla decorava l’atrio. Ma la vera protagonista del Faena Festival è stata la grande rivelazione del lunedì sera: un imponente Buddha d’argento sulla spiaggia, realizzato dall’artista cinese Zhang Huan, che ha subito spopolato su Instagram. Una statua priva della testa è stata collocata di fronte al grande Buddha, come parte dell’installazione che includeva inoltre alcuni video su un maxi schermo posto direttamente in acqua (i più curiosi si saranno certamente chiesti come sia stato possibile far arrivare la corrente fino a lì). La cena tema dell’evento è stata infine servita in una location circolare sulla spiaggia, riservata ai VIP. Agli altri è stato invece offerto del pane nel giardino, in compagnia del gigantesco dinosauro dorato di Damien Hirst. Che ne sarà stato del bicchiere di vino? Tutti l’avrebbero indubbiamente apprezzato.

Il martedì all’Art Week

Martedì è stato il giorno dei vernissage alle fiere satellite: Art Miami, Context, Acqua, Red Dot, Spectrum, e così via. Unico modo per visitarle: passare per la nota causeway di Miami, carica di traffico incessante per tutta la durata dell’Art Week. Spostarsi tra Miami Beach e Miami non è certo stato semplice, né rapido. Le città hanno collaborato per offrire ai visitatori un servizio navetta gratuito. I trasporti sono infatti resi ancora più difficili dal fatto che le fiere satellite (NADA, Pulse, Ink Miami, Pinta, Prizm e Miami River Art Fair) si trovano in punti diversi, sparsi tra le due città. Oltre alle attività rivolte ai bambini organizzate dal Children’s Museum di Miami, anche Art Miami 2019 ha pensato ai più piccoli, in collaborazione con Young at Art Museum.

Il mercoledì all’Art Week

Mercoledì è iniziato, come sempre, con la conferenza stampa del mattino di Art Basel. A seguire, una prima visita alla fiera per i collezionisti a nove zeri e per la stampa. La sera stessa si è tenuto invece il vernissage per i comuni VIP, tra baci sulle guance e drink nella Collectors Lounge per i privilegiati in possesso della carta Basel VIP: un vero e proprio status symbol all’Art Week di Miami. Dopo Art Basel, i partecipanti si sono spostati dal Convention Center al Bass Museum, che quest’anno ospitava la mostra In the Cone of Uncertainty di Haegue Yang, la retrospettiva Blind Spot di Lara Favaretto e l‘allestimento Better Nights di Mickalene Thomas. I più facoltosi hanno inoltre potuto approfittare di cene private offerte da UBS e Netjets, oltre ad altri sponsor chiave di Art Basel, affiancati nel 2019 da San Lorenzo Yachts, unitosi ai brand d’élite della Collectors Lounge insieme a BMW. La città di Vienna ha rinnovato il suo sostegno all’evento, deliziando con prestigiosi vini gli ospiti VIP all’interno del lounge. Elliman ha presentato invece i suoi ultimi progetti immobiliari, vere e proprie opere d’arte architettoniche pronte ad accogliere creazioni raffinate.

Design Miami Perrier Joet Installation – Courtesy of James Harris

Il giovedì all’Art Week

Giovedì sera, riflettori puntati sul museo PAMM (Perez Art Museum Miami), che ha preso parte ai festeggiamenti organizzando un proprio party con vista sulla Biscayne Bay. Insieme all’arte, sono andati in scena anche i DJ, in particolare DJ Khaled, che ha festeggiatore il compleanno proprio al PAMM. Non c’è giovedì sera all’Art Week se non al Design District, dove negozi, gallerie e ristoranti prendono parte alla manifestazione. Diesel ha presentato l’ultimo edificio acquistato, mentre Baccarat ha inaugurato il suo primo concept store, il Baccarat Boutique BBar and Lounge, decorato con i colori di Miami, il fucsia e il lime, uniti a scintillanti gemme rosa da ammirare sorseggiando bollicine da calici in cristallo.

Il weekend di Art Basel

Il venerdì e il sabato sono il momento migliore per visitare i padiglioni di Miami Beach, che ospitano fiere artistiche tra cui Untitled e Scope. Untitled ha proposto un’installazione particolarmente interessante e intrigante allo stand della galleria Catharine Clark, realizzata da Stephanie Syjuco con gli storici costumi verdi dei padri pellegrini. L’installazione comprendeva tre manichini dai colori accesi, parte della serie The Invisible, vestiti con abiti rappresentativi di momenti iconici della storia americana, realizzati in materiali ottenuti dai fondali chroma key. Intento dell’opera era quello di rappresentare il modo in cui l’America stessa è stata costruita e plasmata secondo le origini leggendarie del Paese, fondato dai Padri pellegrini di Plymouth a spese dei nativi americani. Un invito agli spettatori a riconsiderare gli ideali democratici della rivoluzione americana del 1776, che garantiva la cittadinanza soltanto agli uomini bianchi e liberi. L’installazione rievocava il Sud prima della guerra, il Sud della Confederazione, di un’economia basata sulla schiavitù e sulla supremazia dei bianchi. Non c’è che dire: una creazione decisamente provocatoria, una volta colti tutti i significati impliciti. Ed è proprio per il significato profondo e la storia importante che portava con sé che l’opera si è distinta, rispetto a molte altre, più superficiali.

Arte e architettura

A Miami, anche l’architettura è arte. I progettisti delle nuove torri residenziali (come il One Thousand Museum, il capolavoro degno di un museo ultimato di recente da Zaha Hada) hanno organizzato una serata cocktail. La torre Aston Martin, non ancora costruita, ha accolto gli ospiti nello showroom e a bordo di uno yacht. A proposito di yacht, la Miami Superyacht Marina agli Island Gardens ha inoltre ospitato una serata elegante nel suo spazio outdoor, The Deck, con vista dei mega yacht attraccati sullo sfondo della magica skyline di Miami. Una festa che nessuno, a quanto pare, si è voluto perdere.

Le collezioni private a Miami

Tra mostre, fiere e feste, è sempre un’ottima idea ritagliarsi un po’ di tempo per visitare le collezioni private dei più grandi collezionisti di Miami, più numerosi qui che in ogni altro luogo al mondo. Possiedono collezioni tanto vaste da rendere necessario l’acquisto di veri e propri magazzini in cui custodirle ed esporle al pubblico. Il 2019 ha visto l’inaugurazione di due nuove location private oltre il quartiere di Wynwood, fino ad Allapattah, ancora più a ovest. Tra i collezionisti, i primi sono Mera e Don Rubell, costretti a cercare uno spazio più ampio che contenesse le loro opere da tutto il mondo, oltre 2.700. Così ecco il nuovo Rubell Museum, 100.000 metri quadrati di campus svelato durante la Art Week. Sempre al campus, Dior ha riscaldato l’atmosfera con una spettacolare sfilata, dove non sono mancate le celebrità. Un altro collezionista e ben noto imprenditore di Miami, Jorge Perez, a cui è intitolato il museo PAMM, ha deciso di aprire uno spazio alternativo chiamato El Espacio 23: 23.000 metri quadrati per permettere al pubblico di osservare la sua collezione e dare gli artisti un luogo in vivere e lavorare. I De la Cruz hanno aperto al pubblico le porte della loro casa, una vera e propria galleria d’arte a Key Biscayne. Tra le visite ai collezionisti, merita una sosta anche la Marty Margulies Warehouse Collection a Wynwood.

Art Basel Anat Ebgi Gallery with Cosmo Whyte & Jordan Nassar

I musei d’arte di Miami e Miami Beach

Ci sono inoltre infiniti musei da visitare durante l’Art Week a Miami. Oltre al Bass Museum a Collins Park, la città offre il Wolfsonian Museum di Washington Avenue e il Jewish Museum, il museo ebraico, entrambi a South Beach. Superato il PAMM, si incontra il MOAD, il museo dell’arte e del design. Procedendo verso Coral Gables si trovano invece il Frost Art Museum e il Lowe Art Museum, che ha offerto il brunch del sabato. Nel Miami Design District, l’ICA (istituto di arte contemporanea) è una delle attrazione principali. L’opera di arte pubblica Pink Beasts di Fernando Laposse è subito divenuta lo sfondo divertente di tanti selfie a prova di social per chiunque passeggiasse nel quartiere.

Design Miami Pink Beasts by Fernando Laposse – Courtesy of James Harris

I murales di Wynwood

Il modo migliore per ammirare i murales di Wynwood, giunti nel 2019 al loro decimo anniversario, è pedalare. Il cuore del quartiere è l’area originaria, con le creazioni del visionario fondatore Tony Goldman. Per scoprire tutti gli altri murales colorati, però, l’idea migliore è esplorare l’intera zona in bicicletta. Le vie pullulano di boutique trendy e negozi in cui gustare originali proposte culinarie: Salty Dog serve ciambelle gourmet ripiene di guava, formaggio e bacon allo sciroppo d’acero, mentre Dasher & Crank prepara gelati ai gusti più insoliti, come il wasabi al lampone.

Nuovi quartieri artistici: Little Haiti

Little Haiti è solo uno dei tanti quartieri emergenti sulla scena artistica di Miami, tutti assolutamente da scoprire. Sono il nuovo punto di partenza per diverse gallerie eclettiche ormai escluse da Wynwood, divenuto già troppo proibitivo.

Brunch e bollicine

Il Sagamore Hotel di South Beach ha organizzato anche nel 2019 il rituale brunch del sabato mattina: migliaia di ospiti di tutti le età riuniti a tavola, per ritrovarsi in un’atmosfera di festa sempre all’insegna dell’arte e della creatività.

La spiaggia di South Beach

Una volta soddisfatti gli appetiti artistici, i visitatori hanno infine potuto rilassarsi in spiaggia. O forse no, perché anche questa era sovraffollata. La città di Miami Beach ha infatti commissionato all’artista argentino Leandro Ehrlich la creazione dell’installazione Order of Importance, composta da 66 sculture di sabbia raffiguranti auto e camion, a diretto contatto con il pubblico. L’occasione giusta per l’ennesimo selfie perfetto a South Beach.

La Miami Art Week 2020

Alla fine della settimana, dell’evento non è rimasta traccia: niente più traffico, né in strada né in spiaggia. Nessuna anticipazione, per ora, delle meraviglie che, come per miracolo, animeranno la Miami Art Week 2020. Ciò che è certo è che collezionisti ripeteranno il loro pellegrinaggio personale a Miami, epicentro artistico mondiale nella prima settimana di dicembre. Calendari alla mano: prenota subito, dal 30 novembre al 6 dicembre 2020. Nel frattempo, riposa più che puoi. Il sole, il mare e l’arte ti aspettano a South Beach.

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Hope Gainer
Hope Gainer
Hope Gainer is President of Hope International & Managing Director, Hope International Properties. She is a global imagemaker, marketer and branding expert with over 30 years of lifestyle experience with a focus today on the luxury market. She produces unique, upscale events around the world. Gainer is a contributor to several luxury magazines and Huffington Post. She also represents spectacular ‘trophy’ real estate properties in Miami and globally. Traveling to unique destinations and experiencing new adventures around the world is her favorite pastime.

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