[:en]Not-to-miss art in 2020: highlights from around the world[:it]L’arte nel mondo: appuntamenti da non perdere nel 2020[:]

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[:en]The epitome of symmetry, aesthetics and balance in itself, 2020 is gearing up for a series of back-to-back shows resonating with echoes from the past and celebrating new, forward-looking forms of art.

The new year opened to a dip into the Italian Renaissance. Five hundred years have now gone by since 1520, when painter Raphael prematurely died aged only 37. As a tribute to his astounding, abruptly interrupted career, a number of shows have popped up. In Italy, an unprecedented host is honoring the master at the Biblioteca Ambrosiana in Milan: the preparatory cartoon of famous School of Atens, painted in 1509 to adorn the Stanza della Segnatura in the Vatican. London’s National Gallery is joining the celebrations with a retrospective exhibition on Raphael’s prolific work and influence on the Western culture, featuring loans from major international museums. As a crucial part of his work, printmaking will be at the core of Raphael and His Circle, running from mid-February at the National Gallery of Art in Washington DC and displaying all sorts of prints and sketches by Raphael himself, as well as other noted Renaissance artists.

Raffaello Spozalizio

February will also bring along a first ever for the UK. The Ashmolean Museum in Oxford will stage Young Rembrandt, an ambitious show on Rembrandt van Rijn’s early life and art. With over 130 pieces, the exhibition will explore the painter’s first drawings from the early 17th century through to the revolutionary works that made him the greatest, most adored Dutch artist of all times. Key piece of the show will be Let the Children Come to Me, a recently discovered painting that allegedly dates back to Rembrandt’s formative years, attributed to the artist because of a portrait of his younger self at the top.

Until the end of the month, the Thyssen-Bornemisza museum in Madrid will be focusing on more modern visions with Belgian Surrealist René Magritte. His dream of imaginary automated machinery, capable of meeting all contemporary cultural desires and needs, will be explored in 65 canvases and a selection of photographs and films, all featured in the The Magritte Machine. The show is arranged in six sections – the museum, the silhouette, the window, the mechanism, mimicry, and the mask – each corresponding to one of the components of that “universal machine for making paintings” envisioned by the artist.

From late March, New York’s Museum of Modern Art will host an intriguing exhibition on art critic Félix Fénéon, the anarchist involved in the bombing of fashionable Paris restaurant Fotoy in 1894. Playing a key role in shaping Post-Impressionist painting, Fénéon was actually the one to define art by painters like Georges Seurat and Paul Signac as “Neo-Impressionism”. Displaying over 150 pieces from his own collections, Félix Fénéon. The Anarchist and the Avant-Garde honors Fénéon’s bold, innovative vision of art.

Paul Signac photo Maurice Aeschimann

From April to July, another taste of the past will be offered at London’s National Gallery, once again in the spotlight for an unprecedented survey of the cutting-edge art by Italian Baroque artist Artemisia Gentileschi. Featuring around 35 works from public and private international collections, Artemisia will dig into the life and work of Gentileschi as a deeply inventive, absolutely innovative painter, as well as the first woman artist to ever be accepted at the exclusive Accademia delle Arti del Disegno artists’ academy in Florence.

Artemisia Gentileschi

While paying tribute to eminent artists from our past, 2020 will also delight art enthusiasts with impressive works by contemporary masters. In May 2020, the New York Botanical Garden will be the setting of a spectacular presentation of Japanese artist Yayoi Kusama and her psychedelic rendering of nature, inspired by hallucinations and visions from her childhood. Kusama’s famed polka-dotted sculptures will deck the NYBG together with mirror set-ups, collages, paintings, sketches, and a greenhouse exhibition.

For two weeks in next September, Paris will be the scene of the latest highly anticipated installation by Bulgarian artist Christo. The Arc de Triomphe will be totally wrapped up in 25,000 sq m of blue polypropylene fabric, with an additional 7,000 m of red rope holding it tight. Meeting a similar fate to that of the Pont Neuf in 1985, the landmark will now turn into a remarkable yet somehow disturbing creation evoking Christo’s Wrapped Reichstag from 1995.

Last, a mysterious new set-up by Marina Abramović, coming back in September 2020 with a survey at the Royal Academy of Arts in London. No way to tell what Marina Abramović: After Life has in store for visitors. Possibly another “living doorway”, like the one she set up in Bologna in 1977? Her latest shows have all been studded with daring, unexpected features and experiences, equally astonishing and unsettling, and all signs are that 2020 will be no less.[:it]L’anno 2020, emblema di equilibrio, estetica e simmetria già di per sé, ha in serbo per gli appassionati una ricca serie di mostre e installazioni in tutto il mondo, tra echi del passato e omaggi a nuove e rivoluzionarie forme artistiche.

Il nuovo anno inizia con un tuffo nella storia, in particolare nel Rinascimento italiano. Sono ormai trascorsi cinquecento anni dalla prematura morte del pittore Raffaello, avvenuta nel 1520. Per onorarne la carriera straordinaria, bruscamente interrotta all’età di soli 37 anni, sono state allestite diverse nuove mostre. In Italia, la Biblioteca Ambrosiana di Milano svela, in occasione dell’anniversario, un’opera inedita: si tratta del disegno preparatorio del celebre affresco Scuola di Atene, risalente al 1509 e visibile nella Stanza della Segnatura in Vaticano. Si unisce al tributo a Raffaello anche la National Gallery di Londra, con una retrospettiva sulla prolifica attività del pittore e sulla grande influenza da questi esercitata sulla cultura occidentale. Alla stampa, una componente fondamentale della sua opera, è invece dedicata Raphael and His Circle, aperta da metà Febbraio alla National Gallery of Art di Washington DC, che include un’ampia varietà di stampe e disegni realizzati da Raffaello stesso e da altri celebri artisti suoi contemporanei.

Raffaello Spozalizio

Febbraio porterà inoltre con sé un allestimento senza precedenti nel Regno Unito. L’Ashmolean Museum di Oxford ospiterà infatti Young Rembrandt, un ambizioso progetto su Rembrandt van Rijn agli albori della giovinezza e della carriera. La mostra, che si compone di oltre 130 opere, spazia dai primi bozzetti del pittore agli inizi del 1800 fino alle creazioni rivoluzionarie per cui è tuttora noto come l’artista olandese più grande e più amato di sempre. Protagonista della mostra è Let the Children Come to Me, un dipinto scoperto solo di recente che risalirebbe agli anni della formazione di Rembrandt, attribuitogli per la presenza di un suo autoritratto da giovane nella parte superiore della composizione.

Fino alla fine del mese, il museo Thyssen-Bornemisza di Madrid si concentrerà invece su visioni più moderne con il surrealista belga René Magritte. Con 65 tele e una selezione di fotografie e video, la mostra The Magritte Machine racconta i macchinari automatizzati immaginati dall’artista, in grado di soddisfare ogni desiderio ed esigenza della cultura contemporanea. La mostra è suddivisa in sei sezioni (il museo, la forma, la finestra, il meccanismo, l’imitazione e la maschera), ognuna delle quali corrisponde a una delle componenti della “macchina universale creatrice di dipinti” sognata da Magritte.

A partire dalla fine di marzo, il MOMA di New York proporrà un’affascinante mostra sul critico d’arte Félix Fénéon, l’anarchico coinvolto nel bombardamento dell’elegante ristorante parigino Fotoy nel 1894. Fu sempre lo stesso Fénéon a coniare il termine “Neo-Impressionismo”, con riferimento alle opere di artisti quali Georges Seurat e Paul Signac, svolgendo così un ruolo di primo piano nella definizione della pittura post-impressionista. La mostra Félix Fénéon. The Anarchist and the Avant-Garde, che include oltre 150 opere provenienti dalle collezioni personali dell’artista, rende omaggio alla poetica audace e innovativa di Fénéon.

Paul Signac photo Maurice Aeschimann

Da aprile a luglio, la National Gallery di Londra tornerà nuovamente sotto i riflettori, offrendo un altro assaggio del passato con una rassegna inedita dell’opera rivoluzionaria di Artemisia Gentileschi, tra i protagonisti del Barocco italiano. Attraverso circa 35 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, Artemisia andrà alla scoperta della vita e della produzione dell’artista, una pittrice dalla grande inventiva e profondamente rivoluzionaria, nonché la prima donna a essere mai stata ammessa all’esclusiva Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Artemisia Gentileschi

Oltre a onorare i grandi artisti del passato, il 2020 offrirà agli appassionati spettacolari creazioni a opera di grandi maestri della contemporaneità. A maggio 2020, il New York Botanical Garden sarà teatro di una straordinaria presentazione dell’artista giapponese Yayoi Kusama. La sua arte è animata da rappresentazioni psichedeliche della natura, radicate in visioni allucinatorie dei tempi della sua infanzia. Ad adornare il giardino saranno le celebri sculture a pois di Kusama, insieme a composizioni di specchi, collage, dipinti, bozzetti e persino una mostra allestita all’interno una serra.

A settembre, per due settimane, Parigi vedrà l’installazione della nuova attesissima opera dell’artista bulgaro Christo. L’Arco di Trionfo si ritroverà avvolto da 25.000 metri quadrati di tessuto in propilene blu, fissati da altri 7.000 metri di corda scarlatta. Andando incontro a una sorte simile a quella vissuta dal Pont Neuf nel 1985, il monumento si trasformerà in un’entità unica e per certi versi inquietante, che rievoca l’imballaggio del Reichstag nel 1995.

Per finire, è in arrivo un nuovo e misterioso allestimento di Marina Abramović, che farà ritorno a settembre 2020 con una rassegna alla Royal Academy of Arts di London. Impossibile prevedere che cosa Marina Abramović: After Life riserverà ai visitatori. Forse un’altra “porta vivente”, come quella di Bologna nel 1977? Tutte le sue ultime mostre sono state costellate di contenuti arditi ed esperienze insolite, tra lo spaventoso e il sorprendente, e con ogni probabilità, il 2020 non sarà da meno.[:]

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