Intervista a Marco Caldana, fondatore del Gruppo FARAD

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Intervista a Marco Caldana, fondatore del Gruppo FARAD

Chi sono Marco Caldana e il Gruppo FARAD?

Un ligure trapiantato a Lussemburgo, dove nel 2001 ho fondato la prima delle società del Gruppo FARAD. Da quel giorno, le scelte ed il percorso evolutivo intrapreso, ampliando l’offerta di servizi dal brokeraggio assicurativo vita alla gestione patrimoniale, fino alla creazione di fondi d’investimento, ed estendendo le nostre attività su vari mercati chiave europei, si sono rivelate vincenti.

Come si innova un’attività ventennale nel settore finanziario? Quali gli elementi su cui puntate?

Il nostro gruppo è un esempio di innovazione proprio per il nostro essere unica piattaforma finanziaria- assicurativa B2B che vanta un DNA fortemente legato ai temi della finanza sostenibile e di impatto.

Nel piano di sviluppo 2017-2022 abbiamo deciso di puntare sulla finanza ad impatto. Siamo stati e siamo fermamente convinti che gli investimenti sostenibili siano la chiave per garantire rendimenti costanti nel medio e lungo termine. Per questo motivo, abbiamo messo a punto una strategia globale incentrata sulla sostenibilità e volta a raggiungere un obiettivo ambizioso: avere il 100% dei nostri portafogli investiti in strategie ESG e con misura dell’impatto secondo gli SDGs (dalla fine del II trimestre 2020).

Tra le iniziative più innovative fornite da GreenEthica by FIA Asset Management, la società di gestione del gruppo fortemente focalizzata sulle strategie ESG, abbiamo sviluppato un’offerta B2B dedicata per offrire una piattaforma globale che include database, ESG scoring e portafogli modello modulabili secondo gli obiettivi SDGs.

Come va il settore degli investimenti sostenibili?

Da Gennaio 2019, con l’intervento di Greta Thunberg al Forum di Davos, riscontriamo un interesse esponenziale da parte dei nostri clienti istituzionali per soluzioni d’investimento sostenibile, che permettano di rispondere alla sempre maggiore domanda da parte della loro clientela finale. A livello Europeo la normativa sta evolvendo rapidamente (parlo ad esempio dell’EU Green Deal e della Tassonomia) per tentare di creare un framework di riferimento comune. Nell’attesa, abbiamo deciso di attivarci, già dal 2017, per sviluppare un processo proprietario d’inclusione dei criteri ESG ed SDGs.

Certamente a questo proposito è importante poter riconoscere le aziende realmente legate a logiche sostenibili da chi invece tenta di “cavalcare l’onda”.  

Assolutamente. E purtroppo non sempre è facile distinguere chi come noi è realmente e da tempo impegnato sul fronte della finanza sostenibile, con un’offerta solida e varia, da chi opera greenwashing. Specialmente se si guarda solo alla taglia dell’azienda che è chiaramente proporzionale alle sue possibilità di spesa per la vernice verde.

Come individuare quindi a chi affidarsi?

Fondamentali sono ad esempio le certificazioni ed i riconoscimenti internazionali. Oltre ad essere stati tra le prime B-Corporation certificate a Lussemburgo (2017), siamo firmatari UN PRI e due dei nostri fondi hanno ottenuto la certificazione ESG dall’agenzia indipendente lussemburghese LuxFLAG (2017). Inoltre, sono stati tra i primi ad essere quotati sul Luxembourg Green Stock Exchange (2017).

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