Chopard: quando i gioielli diventano tappe di un “viaggio verso il lusso sostenibile”

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Indossare un gioiello è da sempre la massima espressione di ciò che una persona vuole comunicare di sé al mondo: pietre preziose, meccanismi di precisione che danno vita ad orologi di pregio, oro, platino, diamanti e montature ricercate fanno la differenza.

Se l’alta gioielleria parla di lusso, uno dei brand più rappresentativi di questo settore, Chopard, ha dettato la direzione da seguire: quella della sostenibilità.

La maison, nata in Svizzera dal talento dell’orologiaio artigiano Louis-Ulysse Chopard nel 1860, da sempre detta le tendenze del settore della gioielleria d’alta gamma.

Fin dal 2013 i proprietari, Karl Friedrich Scheufele & Caroline Scheufele, hanno saputo cogliere l’esigenza di orientarsi verso una dimensione che associasse il brand ai valori del rispetto per l’ambiente e per le persone.

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Le “tappe del viaggio” proposto da Chopard passano per quattro aspetti fondamentali: l’approvvigionamento responsabile, la gestione ambientale, l’investimento nei processi di produzione responsabile e la firma, nel 2010, del prestigioso Responsible Jewellery Council (RJC) che rappresenta la garanzia di un’azienda che opera nel rispetto dei diritti umani, dei diritti del lavoro e della protezione dell’ambiente.

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Esempi concreti? L’utilizzo di “oro etico” per ogni gioiello, un’iniziativa di autoregolamentazione per tutti i fornitori di diamanti, a cui viene richiesto di non acquistare o vendere “diamanti insanguinati” né diamanti provenienti da fonti sospette o sconosciute o da paesi e regioni che non aderiscono al Kimberley Process ma anche una partnership esclusiva con Gemfields, il principale produttore mondiale di pietre preziose colorate, per presentare una capsule collection di capolavori di Alta Gioielleria Green Carpet utilizzando smeraldi provenienti da fonti responsabili.

Il rispetto per l’ambiente ed il lusso sostenibile di Chopard passano anche per una produzione responsabile: l’energia che alimenta gli impianti svizzeri del brand deriva al 100% da fonti rinnovabili e l’intero packaging è prodotto con materiali ecosostenibili.

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Serena Poma
Serena Poma
Da sempre giornalista, amo trasformare ciò che succede nel mondo in frasi e righe che possano accompagnare il lettore “dentro la notizia” e portarlo con me ad esplorare ciò che succede attraverso la lettura di un articolo. Le mie esperienze professionali mi hanno portata a conoscere nello specifico l’unione di due mondi apparentemente inconciliabili: il luxury e l’ecosostenibilità. Accompagnare le aziende in questa direzione ricoprendo il ruolo di responsabile comunicazione ed organizzazione eventi mi ha resa sempre più consapevole che, soprattutto oggi, il rispetto per noi e per le risorse del nostro pianeta sono il punto di partenza per poter creare vero valore.

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